Segnaliamo da Wired.it
Una compagnia britannica ha ideato un sistema d’irrigazione che utilizza acqua salata per coltivare i raccolti.
Il sistema di irrigazione dRHS è formato da un network di tubature sotteranee, che possono essere riempite di qualsiasi tipo d’acqua: pura, salmastra, salata, o inquinata. Può inoltre utilizzare la maggior parte di acqua dei rifiuti industriali, senza doverla sottoporre ad un processo di purificazione.
Le tubature sono fatte di una plastica che assorbe praticamente tutte le sostanze contaminanti, lasciando però passare l’acqua pulita fino a giungere alle radici delle piante.
L’architetto è Mark Tonkin di Design Technology and Irrigation, che ha sede a Brighton. Tonkin sostiene che una volta che le tubature sono state depositate, il sistema richiede poca manuntenzione ed è di conseguenza abbastanza economico. Questo perché, in parte, viene messo in funzione dall’effetto gravità visto che il serbatorio si trova in alto, e in parte perché l’acqua passa attraverso tubature permeabili, perciò non c’è la possibilità che si intasino.
Ogni tanto l’agricoltore dovrà risciaquare le tubature per ripulirle dallo sporco e dai sali marini, ma Tonkin afferma che questo è un procedimento molto semplice.
Dato che l’acqua arriva direttamente alle radici delle piante, non se ne spreca niente attraverso l’evaporazione o le perdite dei normali sistemi di irrigazione. Secondo l’inventore è inoltre impossibile annaffiare troppo le piante, perché il meccanismo annaffia solo nel caso in cui le piante comincino ad assorbire acqua pulita dal terreno.
Continua la lettura su Wired
In un pezzo per Punto Informatico di questa mattina ho raccontato del provvedimento con il quale il 30 aprile il Prefetto di Roma ha dichiarato l’estinzione dell’IMAIE stante la sua palese incapacità di raggiungere gli scopi statutari: la tutela dei diritti degli interpreti, artisti ed esecutori attraverso, tra l’altro, l’incasso e la redistribuzione dell’equo compenso [...]
Le Associazioni “La Tenda di Abramo” e “Free Woman” organizzano il Convegno
ATTRAVERSARE IL CONFINE…
PER COSTRUIRE UNA CONVIVENZA POSSIBILE
Venerdì 15 maggio 2009 ore 16,00
Centro Culturale P. Pergoli
Piazza Mazzini - Falconara Marittima
Interverranno:
Dott. Massimo Ghirelli - Giornalista-Presidente dell’“Archivio Immigrazione” di Roma
Prof. Aldo Morrone - Direttore Generale dell’Istituto S. Gallicano di Roma per la promozione della salute delle persone immigrate e a rischio di esclusione sociale
Don Giovanni Nicolini - Monaco dossettiano - già Direttore della Caritas di Bologna - Fondatore
dell’Ass. “Povertà: nuove ricchezze”
La cittadinanza è invitata a partecipare
Dedicato ad Elena Passini, volontaria della Tenda di Abramo, presidente di Free Woman, nostra amica carissima. È una memoria di lei intenta a tradurre in vita quotidiana il mistero che alimentava, e tiene vivo, il suo sorriso.
Quando da qui si guarda l’età del passato veramente diventa possibile l’amore. Mai così belli i visi e veri i pensieri come quando stiamo per separarci, amici. Esercizio della ragione e sentimento sono due cose e vivacemente si legano come la rosa è forma di mente e stupore.
(Franco Fortini)
In collaborazione con l’Associazione L’Orecchio di Van Gogh
Con il sostegno e la collaborazione del Centro Servizi per il Volontariato
info:
WWW.TENDADIABRAMO.IT Tel 071 9160221
WWW.FREEWOMAN.IT Tel 071 2072045
WWW.ORECCHIODIVANGOGH.IT Tel e Fax 071 9175925
La Tenda di Abramo -
Centro di solidarietà e servizio ONLUS -
Falconara Marittima (AN) Via Flaminia 589 - Tel. e Fax
0719160221 -
e-mail: info@tendadiabramo.it - internet:
www.tendadiabramo.it
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Domani sera, ore 21.30, su La 7, a La Gaia Scienza si parla di Facebook: ad un’intervista esclusiva al fondatore Mark Zuckerberg, segue una mia contro intervista non troppo lusinghiera a proposito del fenomeno del momento…
Il dubbio è…Lunedì il mio account su Facebook esisterà ancora?
Se siete a casa non perdetevi la puntata, scoprirete così come [...]
Domani sera, ore 21.30, su La 7, a La Gaia Scienza si parla di Facebook: ad un’intervista esclusiva al fondatore Mark Zuckerberg, segue una mia contro intervista non troppo lusinghiera a proposito del fenomeno del momento…
Il dubbio è…Lunedì il mio account su Facebook esisterà ancora?
Se siete a casa non perdetevi la puntata, scoprirete così come [...]
Chi si occupa di aiuti umanitari era solito dire che se dai ad un uomo un pesce lo sfami per un giorno; insegnagli a pescare e lo sfamerai per tutta la vita. Ma…
‘Se va bene per un uomo potrebbe andare bene per una donna, e quella donna sa già come pescare.
Lei vorrebbe che il suo fiume fosse libero dalle aziende che rubano legname e dai pescatori di frodo.
Preferirebbe che il governo non costruisca dighe enormi, dighe che hanno rovinato i suoi mezzi di sussistenza.
Preferirebbe che la polizia non cacci via brutalmente le comunità per far posto alla diga.
Non vuole carità. Vorrebbe rispetto per i suoi diritti.’
Una donna capo villaggio, Cambogia
Mrs Svey Sap Sak, Cambogia. Foto: Jack Picone/Oxfam
Da: The urgency of now, Oxfam
Confusione sul sito del Ministero del Lavoro:
Il Libro Unico del Lavoro si stampa! Anzi, No!
di Avv. Andrea Lisi
Presidente Associazione Nazionale Operatori e Responsabili della Conservazione digitale dei documenti
Docente Scuola di Specializzazione Professioni Legali Università del Salento
Coordinatore del Digital&Law Department Studio Legale Lisi – www.studiolegalelisi.it
^^^
Scrivereste un contratto con un Vs. futuro partner commerciale [...]
Nelle ultime 48 ore, in Rete, ma anche fuori dalla Rete, hanno fatto molto discutere le dichiarazioni rese dal Presidente della SIAE, Giorgio Assumma in relazione alla pretesa apertura alla diffusione della musica on-line in modo “disintermediato”.
In molti - e lo avevo fatto anche io su questo blog e sulle colonne di Punto Informatico - [...]
Il Csv Marche lancia un concorso per l’assegnazione di un Premio per tesi di laurea e una Borsa di studio per progetti di tesi sul volontariato. In palio complessivi 3.000 euro. Scadenza 31 maggio
ANCONA - Nell’ultimo decennio l’attività di studio e ricerca nel Terzo settore ha conosciuto uno sviluppo significativo. Rispetto ad altri campi di indagine, quello del non-profit sembra caratterizzato da una notevole ricchezza di informazioni, riflessioni e materiali di ricerca.
Ecco perchè, il Csv-Avm Centro Servizi per il Volontariato delle Marche ha pensato di stimolare una sempre maggiore partecipazione di giovani laureati, neolaureati o laureandi delle Università delle Marche a tali percorsi di ricerca, attraverso l’istituzione di un riconoscimento per chi ha già realizzato o intende realizzare tesi attorno al ruolo ed all’azione condotti dalle associazioni di volontariato.
Il Csv-Avm Marche dunque promuove un bando di concorso per:
N. 1 PREMIO PER TESI DI LAUREA: destinato a un/una laureato/a di qualsiasi facoltà delle Università delle Marche (vecchio e nuovo ordinamento) per lo svolgimento di tesi di laurea su temi inerenti il volontariato nella regione Marche, presentate dal 1 gennaio 2003 ad oggi.
N. 1 BORSA DI STUDIO: destinata ad uno/a studente/ssa laureando/a di qualsiasi facoltà delle Università delle Marche che stia progettando o intenda progettare una tesi di laurea su temi inerenti il volontariato nella regione Marche e che verrà discussa entro l’anno accademico 2009.
Quanto ai premi in palio, il fondo previsto dal Csv per il presente bando è di complessivi 3.000 Euro, di cui:
- 1.000 Euro saranno destinati al primo classificato del PREMIO PER TESI DI LAUREA
- 2.000 Euro saranno destinati al primo classificato della BORSA DI STUDIO
Gli elaborati saranno valutati da una commissione nominata dal Csv-Avm e composta da persone di provata esperienza e competenza sulle tematiche del volontariato e della ricerca scientifica.
La scadenza per partecipare al bando è fissata per il 31 maggio 2009 e gli esiti saranno resi noti a partire dal 31 luglio 2009 sul sito web http://www.csv.marche.it
Modalità di partecipazione e moduli per la domanda sono nel bando integrale scaricabile qui
Per ulteriori informazioni rivolgersi al:
Csv-Centro servizi per il volontariato delle Marche, chiamando il n.verde 800 651212 interno 9
oppure lo 071 – 2814126 (dal lun al ven dalle 9 alle 13)
oppure scrivendo una mail a segreteria@csv.marche.it
E-mail e fax indesiderati: nuovo stop del Garante privacy
Anche se i dati sono estratti dalle Pagine Gialle o dai registri pubblici, quando si usano sistemi automatizzati è obbligatorio acquisire prima il consenso dei destinatari. Continua l’azione del Garante contro lo spamming e il marketing…
L’articolo e’ disponibile nel blog
Giovani avvocati: nasce l’Osservatorio via web
Il Cnf ha varato un progetto per l’analisi della domanda e dell’offerta professionale
Roma 27/4/2009. <<Il Consiglio nazionale forense vara il progetto dell’Osservatorio sui giovani avvocati. Due gli obiettivi prioritari: raccogliere i…
L’articolo e’ disponibile nel blog
SEMINARIO
STRUMENTI FINANZIARI
E RESPONSABILITÀ
27 maggio 2009
Brescia
Maggiori informazioni
www.iusreporter.it
A cura dell’Avv. Giuseppe Briganti
L’articolo e’ disponibile nel blog
La notizia ha ormai fatto il giro della Rete e, per una volta, è passata anche sui giornali: “La SIAE apre alla diffusione delle opere gratuite su internet”. Recita così il comunicato Stampa con il quale la stessa SIAE da notizia delle dichiarazioni rese ieri dal suo presidente a margine di un convegno a Palermo.
Ho [...]
TRIBUNALE DI BARI
IL TRIBUNALE DEL RIESAME
riunito in Camera di Consiglio in persona dei Magistrati:
Dr. A. MARRONE - Presidente -
Dr. A. MASTRORILLI - Giudice rel. -
Dr. A. PILIEGO - Giudice -
per decidere sul riesame proposto in data 26.3.2009 nell’interesse di M. A., avverso l’ordinanza del G.I.P. del Tribunale di Foggia del 13.3.2009 con la quale il Gip aveva applicato la misura cautelare della custodia cautelare in carcere per il reato di atti persecutori ex art. 612 bis cp. Fatti commessi in Foggia;
Uditi il relatore e il difensore all’udienza camerale odierna,
esaminati gli atti,
OSSERVA
Il riesame è infondato e va rigettato.
Il M. è stato attinto dall’ordinanza del GIP del Tribunale di Foggia applicativa della misura della custodia cautelare predetta in quanto gravemente indiziato del reato di atti persecutori di cui all’art. 612 bis c.p. come introdotto dal d.l. 23 febbraio 2009, n. 11.
Va brevemente premesso che, come emerge anche dalla lettura dei lavori parlamentari, ed in particolare delle schede dell’Ufficio Studi del Dipartimento Giustizia, il fenomeno dello stalking - termine derivato dall’esperienza giuridica dei Paesi di common-law e recepito dalla nostra dottrina negli ultimi anni - è individuato nel comportamento assillante e invasivo della vita altrui realizzato mediante la reiterazione insistente di condotte intrusive, quali telefonate, appostamenti, pedinamenti fino, nei casi più gravi, alla realizzazione di condotte integranti di per sé reato (minacce, ingiurie, danneggiamenti, aggressioni fisiche).
Si tratta, quindi, di comportamenti persecutori, diretti o indiretti, ripetuti nel tempo, che incutono uno stato di soggezione nella vittima provocandole un disagio fisico o psichico e un ragionevole senso di timore.
Per meglio comprendere la nuova fattispecie di reato occorre fare brevi riferimenti al diritto comparato, ed in particolare ai paesi di common law che sono da tempo intervenuti legislativamente sul fenomeno dello stalking.
In generale, pur considerate le differenze fra i vari ordinamenti, l’approccio utilizzato nei paesi di common law è così sintetizzabile: si prevede una norma penale che dà una definizione dello stalking “minimale”, cui sono connesse pene non troppo elevate; allo scattare della fattispecie (o di un fumus della realizzazione della stessa), la vittima può richiedere all’autorità di emanare un restraining order (o injunction), con cui si diffida lo stalker dal proseguire nelle molestie persecutorie; se questi viola il restraining order scatta un’aggravante del reato, e qui le sanzioni divengono più pesanti; spesso le misure penali sono affiancate da sanzioni interdittive o civili, o da trattamenti M. - psicologici (non previsti, invece, nel nostro ordinamento).
In assenza della previsione nel nostro codice penale di una specifica fattispecie di reato, il fenomeno dello stalking viene generalmente ricondotto al reato contravvenzionale di molestie (art. 660 c.p.), del tutto inidoneo a colpire lo stalker e a prevenire la possibile escalation dei suoi atti persecutori, mentre le fattispecie più gravi (ad esempio, violenza privata o i reati contro la vita o l’incolumità individuale, quali maltrattamenti) sono applicabili solo nei casi in cui la situazione è già precipitata e dunque la risposta è del tutto tardiva.
Risultano, in particolare, puniti ai sensi dell’art. 660 c.p. i comportamenti che, non integrando alcun delitto specifico contro la libertà sessuale in quanto non idonei a coartare la volontà della vittima, risultino tuttavia molesti nei confronti di essa. L’interesse tutelato dall’art. 660c.p., peraltro, è tradizionalmente individuato nell’ordine pubblico, considerato nel suo particolare aspetto della pubblica tranquillità: nella dimensione generale dell’interesse tutelato trovano ragione la procedibilità d’ufficio per la contravvenzione e la conseguente attuazione della tutela penale a prescindere dalla volontà della persona molestata o disturbata. Al fine, quindi, di colmare il vuoto di tutela della vittima di comportamenti ripetuti ed insistenti tali da non integrare ancora i più gravi reati contro la vita o l’incolumità personale, ma comunque idonei a fondare un giustificato timore tale per tali beni, si è inserita la nuova fattispecie di reato di cui all’art. 612 bis cp. Perché sussista la fattispecie delittuosa è quindi necessario, in primo luogo, il ripetersi della condotta: gli atti e comportamenti volti alla minaccia o alla molestia devono essere reiterati. Inoltre, i comportamenti devono essere intenzionali e finalizzati alla molestia. Inoltre, occorre che i suddetti comportamenti abbiano l’effetto di provocare disagi psichici, timore per la propria incolumità e quella delle persone care, pregiudizio alle abitudini di vita.
Nel caso di specie, le persone offese, tale B. R. e M. F., rispettivamente moglie (separata) e figlia del prevenuto, con una prima denuncia del 24.2.2009 denunciavano che il marito, scarcerato il 22.2.2009 dopo avere espiato una pena detentiva per il reato di maltrattamenti in famiglia ed altro, nel corso del processo le aveva più volte minacciate che appena uscito dal carcere le avrebbe uccise.
Verso le 22,00 del 24.2.2009 aveva suonato insistentemente al citofono chiedendo di poter salire, ingenerando nelle due, alla luce del comportamento pregresso, un timore di qualche rappresaglia. Le stesse chiamavano quindi la Polizia che interveniva ma non trovava più nessuno. Successivamente, verso le 24,00, suonava nuovamente il citofono, la B. rispondeva e riconosceva la voce del marito che le diceva “preparati a morire” e dopo ciò si allontanava.
Ancora, la mattina del 25.2.2009, la figlia F. trovava alcune telefonate fatte verso le 2,00 dall’utenza del prevenuto.
Va ulteriormente precisato che, con decreto dell’8.2.2009, il Giudice civile del Tribunale di Foggia aveva disposto l’allontanamento del M. dalla casa familiare, ravvisando seri pericoli per l’incolumità di moglie e figlia dello stesso.
Ancora, il 27.2.2009 in sede di sit la B., oltre a confermare quanto oggetto delle precedenti denunce, riferiva che verso le 14 del giorno prima la figlia aveva notato dai vetri il padre che guardava verso l’abitazione e le chiedeva come avrebbe fatto ad andare all’Università visto che temeva per la sua incolumità.
In quell’occasione il M. era rimasto a guardare verso l’abitazione per circa sue ore.
Il giorno successivo di mattina la B. notava nuovamente il marito in macchina sempre sotto casa delle denuncianti che scendevano dal portone e si infilavano velocemente in macchina per andare via e il giorno dopo ancora sempre dai vetri della finestra alle otto di mattina la B. lo notava ‘appostato’ al solito posto che osservava l’abitazione.
Le dichiarazioni venivano sostanzialmente confermate dalla figlia del prevenuto, M. F..
Al fine di meglio comprendere lo stato di ansia e timore che la condotta del M. ha ingenerato nelle congiunte, e da esse rappresentato, occorre brevemente ricordare che in data 21.12.2006 il M. era stato attinto da ordinanza di custodia cautelare per maltrattamenti nei confronti di moglie e figlia, concretizzatisi in violenze verbali e fisiche.
Inoltre, già in quella sede veniva dato risalto ad un comportamento ‘persecutorio’ del ricorrente che in diverse occasioni minacciava moglie e figlia di morte e di incendiare e le assillava con continue telefonate e con atteggiamenti molesti (quali colpire con pugni il portone di casa, inseguirle a bordo della sua autovettura, minacciando di mali ingiusti entrambe, colpire con pugni fino a danneggiare l’auto della moglie).
Per tali reati il M. veniva in seguito condannato con sentenza del Tribunale di Bari confermata in sede di Appello e scontava la pena detentiva di un anno e otto mesi di reclusione cessata, come già detto, il 22.2.2009, giorno a partire dal quale sono cominciati nuovamente gli atti persecutori denunciati dalle persone offese.
Con successiva denuncia dell’11.3.2009 la B. riferiva, ancora, che il giorno prima, mentre tornava a casa in auto, notava il M. che si apprestava ad aprire la maniglia dell’auto e, vedendo che non riusciva ad aprire la portiera, iniziava a dare violenti pugni sul vetro del finestrino e a proferire insulti e minacce di morte. La B. chiamava il 113 e a quel punto il M. scappava via per tornare ad avvicinarsi e tirare sassi. Poco dopo sopraggiungeva una volante della Polizia che notava i segni dei pugni sul finestrino.
La B., in sede di denuncia, si dichiarava certa che prima o poi il marito sarebbe riuscito ad ammazzarla.
Le dichiarazioni venivano confermate dalle annotazioni di servizio del 10.3.2009.
Ritiene il Collegio che sussistano gravi indizi di colpevolezza a carico del ricorrente in ordine ai reati contestati.
Va premesso che, come affermato da Cass. n. 39366 del 26/10/2006: in tema di misure cautelari, il richiamo ad opera del comma primo bis dell’art. 273 cod. proc. pen. dei commi terzo e quarto dell’art. 192 cod. proc. pen., non comporta la necessità che le dichiarazioni della persona offesa trovino riscontro in elementi esterni, così che esse possono ancora costituire da sole fonte di prova quando siano ritenute dal giudice, secondo il suo libero e motivato apprezzamento, attendibili sul piano oggetto e su quello soggettivo (fattispecie in tema di misura cautelare personale).
Nel caso di specie, le dichiarazioni della persona offesa, già di per sé precise e circostanziate, sono state confermate dalla figlia e dalle annotazioni di Polizia degli agenti intervenuti in seguito alle chiamate di soccorso da parte della B. che, pur non avendo mai trovato il M. sui posti, chiaramente allontanatosi, comunque davano atto delle richieste di intervento da parte della B..
Inoltre, le dichiarazioni della persona offesa risultano attendibili anche alla luce del comportamento pregresso del M., che ha determinato la sua condanna per maltrattamenti e l’ingiunzione da parte del giudice civile ad allontanarsi dall’abitazione coniugale, oltre che la separazione personale dei coniugi, nel quale già emergeva una condotta, oltre che lesiva della incolumità personale della moglie, comunque persecutoria nei confronti della stessa e della figlia.
Quello che connota il reato in oggetto, distinguendolo dai maltrattamenti, è infatti, come già detto, la circostanza che le condotte del denunciato, sono reiterate e ingenerano un fondato timore da parte della vittima di un male più grave, pur senza arrivare ad integrare i reati di lesioni o maltrattamenti.
Alla luce delle reiterate minacce, riferite dalla B., anche durante il precedente processo e la promessa di “fargliela pagare” non appena uscito dal carcere, le condotte di appostamento, continue telefonate, minacce e aggressioni fisiche alla vettura non possono none essere lette come “atti persecutori” tali da ingenerare nelle vittime uno stato di continua paura per sé stesse e da doversi continuamente “guardare alle spalle” così modificando le proprie normali abitudini di vita.
In sede di interrogatorio di garanzia, infine, il M. si è limitato a negare tutte le circostanze denunciate senza fornire versioni alternative se non la pervicace volontà della B. di farlo rimanere in carcere, volontà persecutoria che non appare verosimile anche alla luce di tutti gli elementi evidenziati.
A tal fine non rileva neanche la “diffida” fatta dal M. appena uscito dal carcere presso gli uffici di Polizia a che la moglie non gli si avvicinasse, posto che nessuna valenza probatoria può avere tale dichiarazione di volontà rispetto ai fatti concreti e circostanziati riferiti coerentemente da moglie e figlia e confermati dalle annotazioni di polizia.
Ritiene il Collegio che, alla luce di tutte le circostanze, permangano gravi esigenze cautelari nei confronti del ricorrente che legittimano la misura della custodia cautelare in carcere, avendo il prevenuto dimostrato in più occasioni una totale mancanza di autocontrollo che sconsiglia anche l’applicazione della misura meno affittiva della detenzione domiciliare.
Ne consegue che il riesame va rigettato con la conferma dell’ordinanza impugnata.
P.Q.M.
Letto l’art. 309 cpp:
rigetta la richiesta di riesame proposta da M. A. contro l’ordinanza del Gip del Tribunale di Foggia del 13.3.2009 e, per l’effetto, conferma integralmente l’ordinanza impugnata con condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento.
Manda alla cancelleria per le comunicazioni di competenza.
Bari, 6.4.2009.
DEPOSITATO IN CANCELLERIA IL 6 APRILE 2009
fonte: www.penale.it

Oxfam ha pubblicato “From poverty to power”: ecco la presentazione:
Viviamo in un mondo di incredibile disuguaglianza. Le 500 persone più ricche del pianeta guadagnano più dei 416 milioni di persone più povere, che vivono senza cibo sufficiente, acqua potabile o cure sanitarie adeguate. Ancora più scioccante: le risorse sono sufficienti per tutti.
Ad Oxfam, crediamo sia in nostro potere cambiare in meglio il mondo. Ma spesso è difficile capire come funziona il cambiamento e come possiamo fare la differenza. Qui interviene “From poverty to power”, il libro più importante di Oxfam del decennio.
Il video di presentazione:
Per saperne di più: la scheda di Oxfam
Il libro è scaricabile gratuitamente a questo indirizzo
Nel 2000, adottando la Dichiarazione del Millennio, 189 leader mondiali si sono impegnati attraverso un patto tra paesi ricchi e paesi poveri ad eliminare la povertà estrema. Lo hanno fatto impegnando i propri governi a raggiungere 8 obiettivi concreti entro il 2015: dimezzare la povertà estrema e la fame; raggiungere l’istruzione primaria universale, promuovere l’uguaglianza di genere, diminuire la mortalità infantile, migliorare la salute materna, combattere l’HIV/AIDS, la malaria e le altre malattie, assicurare la sostenibilità ambientale, sviluppare un parternariato globale per lo sviluppo.
In questo contesto nasce il progetto “TARGET 2015: I POVERI NON POSSONO ASPETTARE!” che vede la collaborazione tra CVM, Caritas diocesana Ancona - Osimo , Cantieri di Pace, Amici di Piabetà, ISF – Ingegneria Senza Frontiere, ASF – Agronomi Senza Frontiere, Iniziativa Romeo, Liberato Zambia 2001, Mondo Solidale, Nie Wiem, L.inC, Azione Cattolica, ISCOS-CISL, con il contributo del Centro Servizi per il Volontariato delle Marche, ha l’obiettivo primario di promuovere nei giovani e nella società atteggiamenti di partecipazione attiva e consapevole al governo del mondo affinché tutti si sentano corresponsabili gli uni della vita degli altri.
Sulla scia del progetto TARGET 2015, la CARITAS diocesana di Ancona - Osimo ha messo a disposizione un contributo per la realizzazione di tesi di laurea che abbiano come campo di ricerca i temi affrontati dagli Obiettivi del Millennio.
Nello specifico, la CARITAS diocesana di Ancona - Osimo ha messo a disposizione un ammontare di € 2.000 per n. 4 premi da € 500,00 ognuno.
Questa iniziativa vuole essere un incentivo ad intraprendere dei percorsi di studio e di approfondimento su argomenti sempre più distanti dalla società civile ed accademica.
Per scaricare il bando completo clicca qui
Per ulteriori informazioni telefonate al 0734/674832 o scrivete una e-mail all’indirizzo cvmap@cvm.an.it
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