Le uova di pasqua dei cittadini francesi si sono schiuse anzitempo ed hanno regalato a questi ultimi la più bella delle sorprese: con un gesto di orgoglio e di rispetto della democrazia di rara intensità il Parlamento francese non se l’è sentita di varare definitivamente la legge Hadopi e l’ha bocciata, dando, così ragione a [...]
Pubblicato il decreto che regolamenta l’uso del bollino SIAE
E’ stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 80 del 6 aprile 2009, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 febbraio 2009, n.31 che stabilisce l’obbligatorietà del contrassegno SIAE da apporre sui supporti…
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Archivi giornalistici on-line a prova di privacy
Da oggi sarà più facile tutelare la privacy dei cittadini messa a repentaglio dai motori di ricerca, preservando comunque l’integrità storica e la piena fruibilità degli archivi dei giornali messi on line.
Il Garante per la protezione…
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Mentre le famiglie abruzzesi piangono i parenti ed amici morti, mentre 25000 vagano da una tenda all’altra disperati per le loro case e cose perse, ecco cosa succede sulla nostra tv di stato….
SENZA COMMENTI
Le Segreterie Nazionali CGIL – CISL –UIL esprimono dolore e cordoglio per le vittime del catastrofico sisma che ha colpito la regione Abruzzo e hanno deciso di assumere una iniziativa congiunta di aiuto alle popolazioni delle zone terremotate che sia efficace e tempestiva.
In analogia con gli interventi concordati in occasione di altre calamità naturali, CGIL – CISL – UIL prenderanno contatto con le Associazioni datoriali per favorire la raccolta della sottoscrizione volontaria di 1 ora di lavoro tramite apposita delega attiva da parte delle lavoratrici e dei lavoratori con la quale verrà autorizzata la trattenuta sulla prima busta paga utile e per sollecitare i datori di lavoro ad assumere analoga iniziativa di raccolta dei fondi.
A tale fine CGIL – CISL –UIL hanno aperto il conto corrente bancario n. 12.000 intestato
sul quale far confluire la raccolta, che costituirà un fondo da utilizzare per affrontare i gravi problemi relativi alla ricostruzione.
Roma, 7 aprile 2009
La notizia era nell’aria ormai da parecchio e c’era da scommettere che prima o poi lo avrebbero fatto.
In un comunicato stampa di ieri la SIAE ha annunciato che è stato appena pubblicato in Gazzetta ufficiale il nuovo DPCM che detta le modalità per l’apposizione del famigerato bollino e che, per questa via - o questa [...]
Il titolo del post, segue quello del post di ieri e del mio articolo di oggi su Punto Informatico…
Navigando tra gli articoli della stampa francese relativi all’approvazione della legge Sarkozy-Olivennes, infatti, mi sono imbattuto in questa inquietante notizia de Le Figaro secondo la quale il 20 gennaio scorso il Ministro dei beni e delle attività [...]
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. LUPO Ernesto - Presidente -
Dott. PETTI Ciro - Consigliere -
Dott. LOMBARDI Angelo Maria - Consigliere -
Dott. FRANCO Amedeo - Consigliere -
Dott. GAZZARA Santi - Consigliere -
ha pronunciato la seguente:
sentenza
sul ricorso proposto da:
difensore di XXX
avverso la sentenza della Corte d’appello di Lecce del 21 novembre
del 2007;
udita la relazione del Consigliere Dott. Ciro Petti;
sentito il Sostituto Procuratore Generale Dott. Giovanni D’Angelo, il
quale ha concluso per l’inammissibilità del ricorso;
letti il ricorso e la sentenza denunciata.
Osserva quanto segue:
Avvisi condominiali a prova di privacy
Nelle bacheche del palazzo o in altri luoghi aperti al pubblico non si possono apporre avvisi contenenti dati personali che rendano identificabile, anche indirettamente, un condomino.
Lo ha ribadito il Garante privacy, nell’accogliere la…
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LA GIURISPRUDENZA DELLE SEZIONI UNITE PENALI
E
LE PIÙ RILEVANTI DECISIONI PENALI
DELLA CORTE DI CASSAZIONE
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ANNO 2008
Roma – gennaio 2009
SOMMARIO
PARTE PRIMA – LA GIURISPRUDENZA DELLE SEZIONI UNITE
1. – PREMESSA (5) …
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Da un lato lotta contro la censura, dall’altro spera di portare la pace in Sudan con la sua musica: il cantautore Abazar Hamid viaggia nelle zone rurali del paese cercando di convertire le cantanti tradizionali arabe dell’odio note come “Janjaweed”.
Abazar Hamid ha presentato le sue canzoni d’amore e di pace al comitato di sorveglianza della musica che in gran parte le ha censurate e respinte. Solo i brani più innocui sono trasmessi dalla radio sudanese.
Abazar Hamid è un avvocato, e spesso cerca di negoziare con i membri del comitato di governo quando si tenta di censurare i testi o le sue canzoni. Ha recentemente trattato con la censura il permesso di registrare e produrre ‘Nuovo Sudan’ e ‘la pace nel Darfur’ in cambio di non cantare una canzone intitolata ‘Basta’ (in arabo: ‘Kifaya’).
Il testo di ‘Basta’ dice:
Adesso il mormorio diventa un urlo
E la cenere brucia come un fuoco
contro l’imbroglio.
Non aspetteremo a lungo.
Non attenderemo la notte.
Abazar Hamid cerca di convincere le cantanti Hakama a smettere di cantare le canzoni che incitano all’odio e alla violenza. Il loro ruolo tradizionale è di incitare gli uomini prima della battaglia. Ecco un esempio di testo:
Il sangue dei neri scorre come l’acqua
prendiamo i loro beni
e cacciamoli dalla nostra zona
e il nostro bestiame andrà nella loro terra.
Il potere del [presidente sudanese Omer Hassan] al-Bashir
appartiene agli arabi
e noi vi uccidereme sino alla fine, voi neri
abbiamo ucciso il vostro Dio.
Amnesty International ha raccolto diverse testimonianze che citano la presenza di Hakama - le donne ‘Janjaweed’ -, durante un attacco contro il villaggio di Disa nel giugno 2003.
L’agenzia dell’ONU per i rifugiati stima che nel corso degli ultimi tre anni quasi 200.000 innocenti sono stati uccisi. Si stima che 86.000 persone sono state uccise come diretta conseguenza della violenza armata nel conflitto, mentre circa 110.000 sono morte di fame e malattie. Due milioni sono stati costretti a fuggire dalle loro case, tra cui 220.000 rifugiati sudanesi che sono fuggiti oltre frontiera.
Queste cifre, tuttavia, si basano su calcoli teorici.
Alla fine l’anticultura ha prevalso sulla cultura e nella serata di ieri l’Assemblea nazionale francese ha approvato - senza sostanziali novità di rilievo - il disegno di legge c.d. Olivennes-Sarkozy contenente l’ormai celebre notice and take down.
Non è bastata la ferma opposizione dei netcitizens né la reiterata posizione contraria assunta dal Parlamento europeo da ultimo [...]
Sing for Darfur è il nome della Fondazione no-profit nata nella primavera del 2007 grazie a un gruppo di registi olandesi, con lo scopo di aumentare la consapevolezza del ruolo dell’Occidente nei confronti del Darfur.
L’olandese Johan Kramer è stato cofondatore e direttore della KesselsKramer, agenzia di comunicazione di Amsterdam e, dopo essersi occupato di pubblicità, fotografia, cortometraggi, videoclip, documentari, installazioni video, ha esordito con il doc The Other Final (2003), prima di questo Sing for Darfur, che non è un documentario, e non è nemmeno realizzato in Darfur. Il lungometraggio è stato girato a Barcellona, e qui lo spettatore segue a ritmo dinamico - ritmo dato anche e soprattutto dall’aspetto profilmico e filmico - le vicende di più personaggi in un giorno particolare: un concerto pop internazionale per aiutare la popolazione del Darfur. E ciò che viene messo in risalto e che segue proprio lo scopo della fondazione, è la palese distanza esistente tra la capitale catalana e il Darfur, distanza evidenziata da un senso di paura, di solitudine, di razzismo.
Ma durante il film, queste sensazioni negative vengono affrontate con apparente leggerezza e un pizzico di provocazione: lo spettatore non può rimanere indifferente, sotto il punto di vista stilistico-formale, all’importante uso del black&white, uso appositamente scelto da Kramer, il quale ha, infatti, dichiarato: «Credo che la scelta monocromatica possa considerarsi come uno specchio che riflette la realtà di una fastidiosa e superficiale società moderna in rapida e continua trasformazione». Ammirevole, inoltre, la scelta presa dalla fondazione di devolvere il denaro ricavato dal film a tutti quei registi sudanesi che vorranno realizzare progetti di sensibilizzazione per testimoniare la tragedia che affligge la popolazione della regione africana.
Grazie a Cinemafrica!
Per saperne di più Sing for Darfur
Il Senatore Vita con l’amico Arturo di Corinto mi hanno dato, oggi, l’occasione di scambiare due (ore di) chiacchiere con il Sen. D’Alia, balzato - ritengo suo malgrado - agli onori delle cronache nelle scorse settimane per l’ormai famoso emendamento.
Nel corso del colloquio dai toni - a tratti accesi - ma sempre nei limiti di [...]
Passa all’Assemblea nazionale la famigerata legge del taglione contro la pirateria informatica.
Si stava meglio quando si stava peggio.
LS
Passa all’Assemblea nazionale la famigerata legge del taglione contro la pirateria informatica.
Si stava meglio quando si stava peggio.
LS
Internet: la sicurezza non leda libertà di espressione e privacy
<<Il Parlamento europeo chiede di lottare con determinazione contro i crimini commessi su e tramite Internet, senza però compromettere la libertà di espressione e la privacy. Gli Stati dovrebbero quindi intercettare…
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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE con la collaborazione di Confindustria Bergamo
Corso di approfondimento per giuristi e consulenti d’impresa
“Le Regole e i Modi dell’Impresa
Opzioni giuridiche e soluzioni economiche…
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Alfred Sirleaf è un blogger analogico. Gestisce il “Daily News”, una capanna di notizie lungo una strada principale nel centro di Monrovia. Ha iniziato alcuni anni fa, affermando di voler portare notizie a chi non poteva permettersi di comprare giornali nella propria lingua.
Alfred ci ricorda che spesso le cose semplici sono le migliori, perché funzionano. La mancanza di energia elettrica non lo ferma. La mancanza di mezzi di finanziamento lo spinge in modo creativo a reclutare persone da tutta la città e nel paese per scovare notizie. Usa il suo telefono cellulare, come principale punto di collegamento tra lui e i 10.000 (dice) lettori quotidiani della sua lavagna.

Non tutti i liberiani che leggono le sue notizie sono alfabetizzati, e per questo fa uso di simboli. Che si tratti di un casco militare delle Nazioni Unite, un poster di un calciatore o una bottiglia di acqua colorata per indicare i prezzi del gas, è determinato a passare il messaggio in ogni modo possibile.
La pubblicità funziona anche qui. Costa $ 5 lo spazio in basso, $ 10 sul pannello laterale e $ 25 la sezione principale. Non ha tantissima pubblicità, ma riesce a cavarsela.
I suoi piani per il futuro includono il decentramento, ovvero l’apertura di identiche postazioni in altre parti di Monrovia, e in alcune delle città più grandi in tutto il paese.
Questo post è una traduzione dal blog White African
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