Ma porca pupazza ……….
Questo post doveva essere dedicato a descrivere cosa prova un avvocato quando perde: l’ira iniziale (ma questi non capiscono un cazzo! ma in che mani siamo!), il…
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Adesso la PEC è obbligatoria.
Anzi, per essere precisi, lo è già da qualche mese, e precisamente dal 30 gennaio di quest’anno, il giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Legge n.2, il noto decreto anti-crisi. All’articolo 16 (commi 6, 7 e
del decreto di…
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Avvocati: Sì al marketing e alla pubblicità a condizione
che siano rispettati i canoni deontologici della dignità e del decoro
In un convegno, organizzato dal Cnf e dall’Aiga che si è tenuto a Roma, l’analisi delle opportunità
e dei limiti delle nuove discipline strumentali alla…
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Finalmente qualche iniziativa interessante ad Ancona, Il ClubTi Marche organizza una giornata dedicata al mondo web 2.0.
Presso i locali dell’università di Economia, al centro della città, professionisti e appassionati di tecnologia possono incontrare i guru del settore per capire come i fenomeni sociali stanno modificando il modo di fare business. Per una volta al [...]
Riportiamo in italiano un post da Whiteafrican.com
L’anno scorso ho avuto un lungo e bel colloquio con Zach Lutische, un keniota, con una grande idea. Tutto è cominciato con questo commento:
“Una volta sono andato fino a Nairobi, solo per scoprire che quello che mi serviva era a 1 km di distanza dalla mia azienda a Eldoret.”
Zach parla con dolcezza, ma è ambizioso ed energico. Divide il suo tempo tra la lettura delle mailing list tecnologiche del Kenia e il suo villaggio nell’entroterra. E’ davvero entusiasta dell’idea di tirare su una rete di bacheche rurali in Kenya, da utilizzare per raccogliere e creare punti di informazione per la comunità.
Nella nostra vita quotidiana iper tecnologica a volte dimentichiamo che semplice e non-digitale sono le parole d’ordine nella maggior parte del mondo, in particolare nell’Africa rurale. Ed è questo che rende il concetto di Zach così intrigante: vuole unire il mondo dell’Africa rurale non tecnologica con quello modernizzato dell’Africa urbana.
L’idea
Chiunque nel villaggio può mettere un avviso, notizia o annuncio su una bacheca di villaggio facendo riferimento a un gestore del sito, che potrebbe essere la stessa persona che gestisce il cellulare locale (Simu ya Jamii). A seconda delle dimensioni e della scadenza dell’avviso la persona pagherebbe tra i 10 e i 100 scellini kenioti (da $ .12 a $ 1,20).
Ci sono un sacco di modi in cui questi pannelli possono essere utilizzati, molti al di fuori di ciò che possiamo pensare al momento, ma ecco alcune idee di esempio:
* Il Sig. Njuguna ha un campo di patate e raccoglierà circa 50 sacchi in agosto. Ha messo un annuncio a giugno sulla bacheca della comunità per trovare un acquirente in anticipo.
* Un fotografo locale può essere contattato attraverso la pubblicità.
* Le imprese delle città possono contattare direttamente gli agricoltori e / o i venditori nelle comunità locali, ed essere a conoscenza delle disponibilità con mesi di anticipo.
* Terreni in vendita (con foto).
* Ogni villaggio ha un giorno di mercato: il cartellone rende più facile per acquirenti nei villaggi lavorare con i venditori in zone periferiche.
Una rete di bacheche di villaggi rurali
Appena iniziano a funzionare le bacheche per la comunità locale, possono connettersi ad altri villaggi della zona. Notizie e pubblicità possono raggiugere bacheche al di là di un singolo villaggio, fornendo maggiore diffusione a coloro che sono disposti a pagare.
Insieme a Zach abbiamo discusso un programma pilota, utilizzando la sua comunità rurale come base di sperimentazione. Abbiamo preso in considerazione i villaggi, ha tracciato le loro posizioni gli uni rispetto agli altri, i loro giorni di mercato e il numero approssimativo di persone in ogni villaggio.
Risulta che ogni cartellone costerebbe tra $ 40 e $ 150 circa per la costruzione, a seconda dei materiali disponibili localmente, e delle aggiunte - come un piccolo tetto per riparare dalla pioggia.
Potenziare le bacheche con la tecnologia
L’idea può stare in piedi da sola. Tuttavia, per me è interessante il modo in cui queste bacheche di villaggio possono creare una potente fusione di mondi offline e online / mobile presenti oggi in Africa. Qui le intuizioni e le esperienze di un keniota cresciuto in campagna, che vive in città e partecipa a discussioni di tecnologia sono insostituibili.
Poiché il gestore del sito sarà generalmente la persona che segue il posto telefonico locale, vi è la possibilità di vendere spazi su bacheche in altre città, utilizzando i percorsi aperti da questi operatori di telefonia mobile. Una volta formata la rete di gestori dei siti, si ha la nascita di alcune cose molto interessanti.
Sarà possibile collegare questi gestori a livello locale, regionale e nazionale. La possibilità per gli utenti finali sia di mettere pubblicità che di trovare beni e servizi sarà disponibile tramite il formato digitale o analogico. Non è un grande salto arrivare a un sistema nazionale di annunci che cresce organicamente, tenuto insieme da servizi mobili e web.
Già vediamo i giornali, come Star, in Kenya, con annunci gratis via SMS. Che cosa succede quando si crea una bacheca a livello nazionale e una rete di annunci tramite telefonia mobile ?
Conclusioni
Gli africani tendono a non essere singolari. A loro piace agire come una comunità, e quindi la singola azione con i telefoni cellulari è meno probabile del trovarsi insieme attorno ad una bacheca. Così, come i telefoni cellulari sono atto di comunicazione tra gli individui, la bacheca serve come mezzo di comunicazione tra i gruppi. Quindi, le bacheche sono il nesso, potenziate dal telefono cellulare.
Penso che questo concetto non solo funzioni, ma potrebbe diventare qualcosa di veramente grande. Io dico con un avvertimento: deve essere fatto da kenioti, non certo da realtà esterne. Le comunità locali devono essere quelle che decidono di creare e costruire il loro proprio spazio. Hanno bisogno di una propria valutazione e appartenenza.
La rete ha bisogno di crescere organicamente dalla base. Una volta che una rete di bacheche di villaggio sarà stabilita, ci saranno le basi per il cambiamento duraturo e un mezzo per la realizzazione di altri servizi di collegamento digitale.
Post originale: WhiteAfrican.com
«La legge sull’alcool disciplina la produzione e il commercio di bevande spiritose.»
(dal comunicato stampa ufficiale delle istituzioni elvetiche, admin.ch)
La semantica è una bestia che sa essere molto simpatica.
LS
Un caso interessante. Quando l’impossibilità di controllare internet fa cambiare le normative. Democraticamente.
Svizzera: liberalizzare il gioco d’azzardo online.
LS
Un caso interessante. Quando l’impossibilità di controllare internet fa cambiare le normative. Democraticamente.
Svizzera: liberalizzare il gioco d’azzardo online.
LS
Maker Faire Africa (MFA) è un evento che celebra l’innovazione, l’ingenuità e l’invenzione in Africa. Si terrà dal 13 al 15 agosto ad Accra, in Ghana.
Lo scopo di Maker Faire è di creare uno spazio nel continente in cui innovazioni, invenzioni ed iniziative possano essere viste, identificate, create, sostenute, amplificate, diffuse. Maker Faire risponde alla domanda: “Cosa succede quando metti insieme i portatori di idee ingegnose dal Mali insieme a quelli dal Ghana e dal Kenya, ed aggiungi risorse al mix?”
Come sostenere MFA
Prendi un badge: prima di tutto, passaparola. Fai in modo che la gente sappia dove e quando sarà. Condividi il link al sito, prendi il badge, parlane sul blog.

Poi, aiutaci a trovare degli sponsor. Se conosci organizzazioni o individui che vorrebbero sostenere l’evento, mettici in contatto con loro. Potrebbe essere un aiuto monetario, o una donazione di gadget o attrezzature o oggetti da modificare durante l’evento (esempio: ci piacerebbe avere dei kit LEGO Mindstorm per le scuole locali).
Infine, vieni. Se hai il tempo e la possibilità, ci piacerebbe averti con noi, avere le tue idee e i tuoi gadget a MFA.
Per saperne di più: http://makerfaireafrica.com
Vedi anche: Afrigadget.com
Il processo telematico nel suo aspetto pratico
Qualche giorno fa la solerte segretaria aveva raccattato in cancelleria una memoria di costituzione contraddicente ad un ricorso che avevo …
Leggi ancora | Pubblicato da etienne64 | Commenti (12)
Il processo telematico nel suo aspetto pratico
Qualche giorno fa la solerte segretaria aveva raccattato in cancelleria una memoria di costituzione contraddicente ad un ricorso che avevo…
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L’ennesima realizzazione di un filmato di un mac contro un pc, l’ennesima sfida sull’annosa lotta tra due filosofie, due mondi, due pc.
In questo caso ci troviamo di fronte a un confronto in pieno stile TRASFORMERS…
Voi cosa ne pensate???
Segnaliamo un altro interessante articolo di Osservatorio sui Balcani:
A un anno dall’iniziativa europea sulla liberalizzazione dei visti, per i cittadini albanesi varcare il confine rimane un’impresa. Con Bruxelles ancora lontana e il Kosovo indipendente, nel paese si fanno strada aspirazioni nazionalistiche di integrazione panalbanese.
A quasi vent’anni dal crollo del regime, l’Albania rimane uno dei paesi più isolati d’Europa. In una graduatoria stilata in base alla libertà di movimento (fonte: la società Henry International Visa Restriction), si colloca al 182esimo posto su 192 paesi presi in esame, in coda a tutti i paesi europei – vicini balcanici inclusi – e a fianco di Cambogia, Libano, Pakistan e Sudan.
Il territorio più inaccessibile ai cittadini albanesi è l’Unione Europea, ma non sono di facile accesso neanche alcuni dei paesi balcanici non ancora integrati nell’UE. Non ha contribuito al miglioramento della situazione nemmeno l’iniziativa europea sulla liberalizzazione dei visti, entrata in vigore il primo gennaio 2008: questo è quanto risulta da un rapporto pubblicato dalla ONG di Tirana “European Movement in Albania”.
Continua la lettura su Osservatorio sui Balcani
Il caso the pirate bay, la vicenda del contrassegno siae appena tornata di scottante attualità, la legge francese HADOPI che sta per tornare in Parlamento a Parigi e molto altri temi su internet, diritto e new media sono al centro del dibattito che si terrà mercoledì prossimo, a partire dalle 9.30 (il programma dice alle [...]
Corso di approfondimento per giuristi e consulenti d’impresa
“Le Regole e i Modi dell’Impresa
Opzioni giuridiche e soluzioni economiche nell’organizzazione dell’attività commerciale”
QUINTO INCONTRO
“REGOLE E MODI DELLA PARTECIPAZIONE FIDUCIARIA NELL’IMPRESA”
Giovedì 7 maggio…
L’articolo e’ disponibile nel blog
Corso di approfondimento
in
English for Contract & Company Law
(Inglese-Italiano)
Roma, 15 e 16 Maggio, 29 e 30 Maggio 2009
Destinatari
Il corso è rivolto a chiunque possiede un livello medio di conoscenza della lingua inglese ed ha già una relativa conoscenza, almeno in linea…
L’articolo e’ disponibile nel blog
L’International Labour Organization (ILO) celebrerà i suoi 90 anni con una serie di eventi ed attività nel mondo organizzate da governi e organizzazioni di lavoratori e datoriali in 128 stati membri.
A partire dal 21 aprile oltre cento eventi nel mondo saranno uniti nel tema “90 anni per la giustizia sociale”. Alcune nazioni lanceranno anche i nuovi programmi nazionali per il Lavoro dignitoso.
Il 90° anniversario arriva in un periodo di crisi globale, finanziaria, economica e del lavoro, nel quale il valore fondamentale della giustizia sociale, basata sui quattro pilastri del lavoro dignitoso: promozione dell’impiego, protezione sociale, dialogo e diritti sul lavoro, è centrale per un recupero sostenibile.
In Italia si terrà la Conferenza celebrativa del 90° anniversario dell’ILO - 21 aprile 2009 ore 10.00 - Parlamentino del CNEL, Viale David Lubin 2, Roma, con la partecipazione di ANTONIO MARZANO, Presidente del CNEL, il Presidente della Repubblica GIORGIO NAPOLITANO, CLAUDIO LENOCI, Direttore dell’Ufficio per l’Italia e San Marino, FRANÇOIS EYRAUD, Direttore del Centro internazionale di formazione dell’ILO di Torino, FRANCESCA SANTORO, Presidente Commissione internazionale e delle politiche comunitarie del CNEL; MAURIZIO SACCONI, Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, GIAMPAOLO GALLI, Direttore Generale di Confindustria, GIOVANNI TRIA, rappresentante del Governo al Consiglio di Amministrazione dell’ILO, FABRIZIO ONIDA, Consigliere del CNEL, Università Bocconi di Milano, CINZIA DEL RIO, rappresentante sindacale al Consiglio di Amministrazione dell’ILO.
Riportiamo da Misna:
Il lato orientale del muro di separazione (muro “della vergogna” o barriera di annessione coloniale secondo diverse associazioni per i diritti umani) che divide la Cisgiordania da Israele sta per ospitare uno dei più grandi graffiti al mondo. Attivisti olandesi e palestinesi scriveranno sulle lastre di cemento che lo compongono una lettera di oltre 2000 parole, in cui l’autore denuncia “la brutalità dell’apartheid israeliano”. Il testo, opera dell’intellettuale e attivista politico sudafricano Farid Esack, nominato dall’ex-presidente e premio Nobel per la pace Nelson Mandela alla guida di una commissione per i diritti umani e l’uguaglianza di genere, sarà scritto nero su bianco su un’unica riga, lunga circa 2500 metri. “Hanno forse dimenticato, i nostri fratelli e sorelle ebrei, l’umiliazione da loro patita” si chiede Esack nella missiva “ al punto che, nella loro terra, assistiamo a qualcosa di più brutale, spietato e inumano di quanto mai accaduto durante il regime di apartheid?”. In un altro brano, riportato oggi dal quotidiano israeliano Ha’aretz, lo scrittore musulmano sottolinea, in riferimento alla recente offensiva israeliana ‘Piombo fuso’ sulla Striscia di Gaza, costata la vita a oltre 3000 persone, che “neanche durante la segregazione razziale in Sudafrica si erano usate bombe e armi micidiali contro civili disarmati”. Secondo gli attivisti impegnati nel progetto, la scrittura del testo richiederà all’incirca otto giorni; la lettera andrà ad aggiungersi ai circa 850 messaggi che dal dicembre 2007 gli attivisti di ‘Send a message’, una ong di attivisti olandesi e palestinesi, hanno scritto sul muro e che gli sono stati commissionati per soli 30 euro da internauti di tutto il mondo. “Il nostro è un modo per dimostrare ai palestinesi che non sono soli e che il mondo non li ha dimenticati” dice Justus Van Oel, responsabile del progetto per parte olandese. Quanto ai palestinesi, i graffiti sono un modo per esorcizzare le difficoltà e inviare un messaggio all’esterno, precisa Faris Arouri, da parte palestinese: “Siamo persone come te, con senso dell’umorismo e voglia di vivere”.
Per saperne di più: Send a message
Speravo di aver capito male quanto Filippo Roviglioni, Presidente di Fapav ha riferito a Gabriele Niola in un’intervista di qualche giorno fa pubblicata su Punto Informatico della quale riporto qui di seguito un estratto:
“Un mese fa con un software trovammo un certo numero di persone che scaricavano film e musica. Andammo dal magistrato molto contenti, [...]
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